martedì 25 dicembre 2018

Roma

Roma è rimasto. Come poche cose rimangono. Ti fa malissimo, per poi leccarti le ferite. Si parla di morte, ma anche tanto di vita.
Quel bianco e nero mi ha sussurrato di portare tutta la mia attenzione su ciò che di più profondo e umano si nascondeva dietro al mero contesto, comunque meraviglioso. Mi era capitato con El Abrazo de la Serpiente, un pomeriggio in cui la vita non aveva più sapore. Quel mondo ovattato e senza colori mi aveva riportato alla dimensione più sacra della mia anima, ad un silenzio interiore tanto rifiutato in nome di una pienezza apparente che in fondo non mi è mai appartenuta.
Anche Roma, rifiutando il colore e la musica, riporta alle cose semplici, vere, paradossalmente sempre le più difficili da ritrovare. Cuarón non vuole semplicemente farci vedere qualcosa. Ce la vuole fare vivere così come ha vissuto lui quello spaccato di Messico negli anni '70, da bambino. Ma gli occhi sono quelli della tata Cleo. Uno dei personaggi, appunto, più semplici e veri che mi sia capitato di ammirare. Cleo è una donna forte, anche se non in apparenza. In apparenza sembra che si faccia calpestare. Lei, invece, lascia che le cose vadano esattamente come devono andare. Perché uno non può mica fare altro, no? Siamo qui, siamo tutti in gioco, si va avanti. Ma Cleo va avanti con una delicatezza e un'umanità indescrivibili. Cleo emana così tanta Presenza che quasi non ci si crede. Eppure è costantemente circondata da atti di Assenza. Anche la mamma di famiglia viene abbandonata da un uomo ormai all'apice dell'insofferenza, ritratto davvero vivo in un'unica, dolorosissima scena. È legata irrimediabilmente a Cleo. si erge in tutto il suo essere donna. In comune con Cleo ha la voglia di andare incontro alla vita, lei preparando i bambini al ritorno ad una casa svuotata (ma paradossalmente più piena di energia vitale di quanta non ce ne fosse mai stata), Cleo buttandosi in un mare che la terrorizzava. In un'acqua che, anche all'inizio del film, lava via lo sporco e tutto quello che non è semplice e vero. E quando la mamma compra la macchina nuova, il mio cuore si ferma. Perché penso a quanto i muri di quella casa stessero stretti sia alla macchina vecchia che all'uomo che li ha abbandonati. E a quanto adesso si possa ricominciare veramente a vivere.

Roma

Roma è rimasto. Come poche cose rimangono. Ti fa malissimo, per poi leccarti le ferite. Si parla di morte, ma anche tanto di vita. Quel bi...